Uno dei miei compiti in quanto scrittore è quello di assalire le vostre emozioni e forse di aggredirvi...
Postato il lunedì, 26 maggio 2008 alle 10:23 - Permalink - Categoria: citazioni, recensione, libri -trama-
Lisey Landon, moglie del celebre scrittore Scott Landon, deceduto due anni prima, dopo questo tempo ritrova il coraggio di entrare nello studio del marito per mettere ordine tra i documenti e cose accumulate nel corso dei venticinque anni di matrimonio, e dare ai fan ( gli Incuk come li chiama lei), quello che tanto bramano di avere: manoscritti inediti, documenti e raccolte appartenute allo scrittore. Così Lisey si ritrova ad affrontare problematiche come: un fan folle di nome Dooley, Amanda, la sorella autolesionista, per affrontare i problemi che incombono su di lei deve fare i conti con il passato e i demoni che hanno perseguitato Scott nelle lunghe notti insonni. C'è una forza e un legame che li ha uniti sempre anche ora che lui non c'è più.

citazione:
«Tu mi ami lungo tutto il giro dell’equatore e non solo per qualche storia che scrivo. Quando la tua porta si chiude e il mondo resta fuori, noi siamo occhi negli occhi.»

Recensione : All'inizio ho fatto un pò fatica ad entrare nella storia, ma dopo qualche pagina sono stata rapita da questa bellissima storia d'amore, c'è tenerezza, complicità tra i due, Scott e Lisey, che si amano per venticinque anni, e affrontano tutto insieme, i fantasmi del passato di Scott, il successo, il dramma di non poter avere figli e le problematiche di Amanda la sorella di Lisey. Questo è amore allo stato puro, mi è piaciuto in particolar modo il linguaggio segreto e meraviglioso con il quale comunicano i due, (grazie anche a Tullio Dobner il traduttore, considerato ormai l'ater ego di King).
Questo libro ha un pizzico di autobiografia : l'alcolismo, la polmonite, l'amore per sua moglie Tabhita, come del resto ho potuto notare in molti altri suoi libri, collocando anche in questo suo capolavoro un mondo parallelo che ritroviamo in : La lunga marcia, Il talismano,  Insomnia.
Vi suggerisco di leggerlo a chi non l'avesse ancora fatto, perchè ne vale veramente la pena, questo è un BOOL... un BOOL d'amore.
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Prisonmind
Postato il venerdì, 01 febbraio 2008 alle 09:55 - Permalink - Categoria: citazioni, libri -trama-
 
Trama: Clayton Blaisdell... detto Blaze. E' un gigante col cervello da bambino. Era più un  balordo che un delinquente, finchè non ha incontrato George Rackey, uno furbo con tutte le risposte con il quale ha formato una coppia anomala ma affiatata. Potebbero essere due dei tanti emarginati che vivono di espedienti, ma alla testa pensante del duo è venuta un idea grandiosa: fare soldi sequestrando il figlio di ricchi possidenti.
Fatto il piano una gelida notte di gennaio i due entrano in azione: Blaze è il braccio e George la mente.
C' è solo un piccolo problema: George è morto mesi prima...

Opera scritta dallo scrittore a venticinque anni quando era convinto di scrivere per l'immortalità.
Firmato con lo pseudonimo di  Richard Bachman, e salvato oggi dal cassetto dell'oblio dall'autore  stesso, è un romanzo triste e profondo  con un pizzico di humour.

Citazione:
Si invecchia e a un certo punto la vita
che hai vissuto ti sembra un sogno che hai
fatto durante il sonnellino pomeridiano.
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Prisonmind
Postato il mercoledì, 30 gennaio 2008 alle 14:39 - Permalink - Categoria: citazioni
Incubi & Deliri è un'antologia di racconti brevi scritta da Stephen King nel 1993.

Prima però ripetete con me il catechismo:
Credo che una monetina possa far deragliare un treno merci. Credo che nelle fogne di New York ci siano alligatori, per non dire di topi grossi come pony Shetland. Credo che si possa strappar via l'ombra a una persona con un picchetto da tenda. Credo che esista davvero Babbo Natale e che tutti quei tizi vestiti di rosso che si vedono in giro per le strade a Natale siano i suoi aiutanti. Credo che intorno a noi ci sia un mondo invisibile. Credo che le palline da golf siano piene di gas velenoso e che, a tagliarne una in due respirando l'aria che ne viene fuori, si resti uccisi. Soprattutto, credo nei fantasmi, credo nei fantasmi, credo nei fantasmi. Ci siamo? Pronti per partire. Qua la mano. Si va. Conosco la strada. Non avete che da reggervi forte... e credere. 
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Prisonmind
Postato il mercoledì, 30 gennaio 2008 alle 13:58 - Permalink - Categoria: citazioni, libri -trama-
Il miglio verde è un romanzo scritto da Stephen King e pubblicato nel 1996. Originariamente era costituito da una serie di 6 volumi. Quasi per sfida, King pubblicò la storia sotto forma di serie. Proprio come ai tempi di Charles Dickens, la storia fu pubblicata mentre era ancora in produzione. Basandosi sul concetto di serial, la prima edizione era formata da sei piccoli libri tascabili. Dopo la sua prima apparizione, Il Miglio Verde è stato ripubblicato come volume singolo.

Trama:
I personaggi principali sono tre persone rinchiuse nel braccio della morte e le loro guardie. Il libro è raccontato in prima persona dal capo delle guardie, Paul Edgecombe. "Il miglio verde" è il soprannome del corridoio che unisce le celle in cui vivono i prigionieri alla stanza dell'esecuzione situata dietro l'ufficio di Edgecombe. Corridoi simili sono presenti in altre prigioni e vengono soprannominati "l'ultimo miglio". Il linoleum che ricopre il pavimento del corridoio è verde, da qui il "miglio verde". La storia è ambientata negli anni trenta (il libro nel 1932 ed il film nel 1935), ma c'è anche uno scorcio in cui Paul è mostrato come un uomo anziano, residente un ospizio, mentre tenta di esorcizzare i fantasmi del suo passato condividendo la sua storia con un'anziana signora dell'ospizio.
I tre prigionieri sono arrivati in prigione quasi contemporaneamente. La storia si incentra su John Coffey, un nero di oltre due metri accusato di aver rapito ed ucciso due bambine. Si fa notare per la sua stazza ed anche per il suo strano comportamento - è molto tranquillo e riservato, piange in continuazione, ed ha paura del buio. Coffey viene descritto come uno che "conosce il proprio nome ma non molto di più", non farebbe del male ad una mosca, anche se è accusato di aver rapito le bambine evitando il cane da guardia, cosa che richiederebbe una premeditazione ed un'abilità che non sembrano appartenergli. È anche uno dei prigionieri più calmi che le guardie abbiano mai visto. Oltre a John Coffey, ci sono altri due prigionieri che dividono con lui il Miglio. Uno di loro, Eduard Delacroix, è un piromane, rapitore ed assassino, è piccolo e codardo (le azioni che lo hanno portato in carcere sono descritte come "il solo crimine commesso da lui"). L'altro, William Wharton, è violento e se ne vanta, amando paragonarsi a Billy the Kid. La storia comprende anche Mr. Jingles, un topo piccolo e stranamente intelligente che fa amicizia con Delacroix. Il topo impara vari giochi e sembra che esegua semplici comandi; Delacroix insiste a dire che il topo gli sussurra nell'orecchio. Col tempo, le guardie si accorgeranno che c'è qualcosa di speciale in John Coffey, quando mostrerà di possedere qualità mistiche e taumaturgiche.

Citazione:
Non ne posso più del dolore che sento e vedo, capo. Non ne posso più di vivere in strada, solo come un pettirosso sotto la pioggia. Mai un amico da andarci assieme, un amico che mi dice da dove veniamo e dove stiamo andando e perché. Non ne posso più della gente cattiva che si fa del male. Per me è come cocci di vetro piantati nella testa. Non ne posso più di tutte le volte che ho voluto rimediare e non ho potuto. Non ne posso più di stare al buio. Soprattutto è il dolore. Ce n'è troppo. Se potessi smettere di sentirlo, lo farei. Ma non posso. 
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Prisonmind
Postato il mercoledì, 30 gennaio 2008 alle 13:56 - Permalink - Categoria: citazioni
Citazione:
[...] "Voglio andarmene in qualche posto dove nessuno mi conosce e dove non ho nessuna macchia nera addosso prima di cominciare. Ma non so se ce la faccio." "Perché?" "La gente. La gente ti trascina giù." "Chi?" chiesi io, pensando si riferisse agli insegnanti, o a mostri adulti come Miss Simons, che aveva desiderato una gonna nuova, o magari a suo fratello Eyeball che se ne andava in giro con Ace e Billy e Charlie e gli altri, o magari a suo padre e sua madre. Ma lui disse "I tuoi amici, loro ti trascinano giù, Gordie. Non lo sai?" Indicò Vern e Teddy, che si erano fermati e aspettavano che li raggiungessimo. Stavano ridendo di qualcosa; Vern, anzi, era piegato in due dalle risate. "I tuoi amici. Sono come quelli che ti annegano attaccandosi alle gambe. Non puoi salvarli. Puoi solo annegare con loro." [...] 
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