Uno dei miei compiti in quanto scrittore è quello di assalire le vostre emozioni e forse di aggredirvi...
Postato il giovedì, 31 gennaio 2008 alle 17:08 - Permalink - Categoria: grafica -wallpaper-
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Il primo wallpaper  l'ho creato ispirandomi al Libro " La casa del buio", ho usato la tecnica della foto manipolazione, la casa  in realtà è quella dello scrittore.
 Il secondo l'ho creato in data 2 febbraio
Il terzo l'ho creato in data 7 febbraio, e presto ne verranno altri  
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Prisonmind
Postato il mercoledì, 30 gennaio 2008 alle 14:39 - Permalink - Categoria: citazioni
Incubi & Deliri è un'antologia di racconti brevi scritta da Stephen King nel 1993.

Prima però ripetete con me il catechismo:
Credo che una monetina possa far deragliare un treno merci. Credo che nelle fogne di New York ci siano alligatori, per non dire di topi grossi come pony Shetland. Credo che si possa strappar via l'ombra a una persona con un picchetto da tenda. Credo che esista davvero Babbo Natale e che tutti quei tizi vestiti di rosso che si vedono in giro per le strade a Natale siano i suoi aiutanti. Credo che intorno a noi ci sia un mondo invisibile. Credo che le palline da golf siano piene di gas velenoso e che, a tagliarne una in due respirando l'aria che ne viene fuori, si resti uccisi. Soprattutto, credo nei fantasmi, credo nei fantasmi, credo nei fantasmi. Ci siamo? Pronti per partire. Qua la mano. Si va. Conosco la strada. Non avete che da reggervi forte... e credere. 
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Prisonmind
Postato il mercoledì, 30 gennaio 2008 alle 14:00 - Permalink - Categoria: libri -trama-

Cell di Stephen King

Citazione posta in prima pagina:
" L'aggressività umana è istintuale.
Gli esseri umani non hanno sviluppato
alcun meccanismo ritualizzato di inibizione
dell'aggressività a favore della sopravvivenza della specie.
Per questa ragione l'uomo è considerato
un animale molto pericoloso." Konrad Lorenz.
 
La trama:
Boston. 1° Ottobre. E' un bel pomeriggio di sole e, per Clayton Riddell, una giornata magnifica. E proprio in quell istante il mondo finisce. A milioni, tutti coloro che hanno un cellulare  all'orecchio impazziscono improvvisamente, regredendo allo stadio di bestie feroci.Un misterioso impulso  irradiato dagli apparecchi distrugge il cervello in un attimo, azzerando le menti, la personalità, migliaia di anni di evoluzione. Al posto dell'homo sapiens ora c'è un branco di sanguinari subumani privi della parola.Ma presto costoro cominciano a mutare e a organizzarsi.Clayton percorre di notte le strade delle città svuotate per salvare la moglie e il figlio che sono rimasti nel Maine in balia di un telefonino..... e dare all'umanità il diritto di coesistere con la nuova specie dominante.

Il mio punto di vista:
Ogni volta che termino di leggere un suo libro ho la stessa frase che capeggia nella mia mente: " Tutto è possibile" o meglio "Tutto è fatidico" proprio come il titolo di un altro suo libro... cell è un' altro capolavoro del Re, dove la fantasia e la riflessione su falsi miti del nostro tempo danno vita a una storia terribilmente verosimile... in molti suoi libri ho riscontrato vericità con le cose che accadono realmente ai nostri giorni, ad esempio In L'ombra dello scorpione dove buona parte della popolazione mondiale viene sterminata da un influenza pandemica,e solo pochi sopravvissuti si uniscono per riorganizzarsi e sconfiggere il male...Ricorda un po la situazione aviaria, anche se non è avvenuto come nel libro, questa evenienza è possibile se qualche pazzo pensasse di utilizzare questo virus fuori da un laboratorio... e come dimenticare IT il pagliaccio che somiglia a quello di Mc Donald, insegue i bambini e poi li uccide...  Io credo che questo scrittore usi la sua fantasia per farci vedere dove ci sta portando il nostro cosidetto: "progresso". Io mi domando solo se l'uomo riuscirà a fermarsi prima di giungere in quel punto... di non ritorno!
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Prisonmind
Postato il mercoledì, 30 gennaio 2008 alle 13:58 - Permalink - Categoria: citazioni, libri -trama-
Il miglio verde è un romanzo scritto da Stephen King e pubblicato nel 1996. Originariamente era costituito da una serie di 6 volumi. Quasi per sfida, King pubblicò la storia sotto forma di serie. Proprio come ai tempi di Charles Dickens, la storia fu pubblicata mentre era ancora in produzione. Basandosi sul concetto di serial, la prima edizione era formata da sei piccoli libri tascabili. Dopo la sua prima apparizione, Il Miglio Verde è stato ripubblicato come volume singolo.

Trama:
I personaggi principali sono tre persone rinchiuse nel braccio della morte e le loro guardie. Il libro è raccontato in prima persona dal capo delle guardie, Paul Edgecombe. "Il miglio verde" è il soprannome del corridoio che unisce le celle in cui vivono i prigionieri alla stanza dell'esecuzione situata dietro l'ufficio di Edgecombe. Corridoi simili sono presenti in altre prigioni e vengono soprannominati "l'ultimo miglio". Il linoleum che ricopre il pavimento del corridoio è verde, da qui il "miglio verde". La storia è ambientata negli anni trenta (il libro nel 1932 ed il film nel 1935), ma c'è anche uno scorcio in cui Paul è mostrato come un uomo anziano, residente un ospizio, mentre tenta di esorcizzare i fantasmi del suo passato condividendo la sua storia con un'anziana signora dell'ospizio.
I tre prigionieri sono arrivati in prigione quasi contemporaneamente. La storia si incentra su John Coffey, un nero di oltre due metri accusato di aver rapito ed ucciso due bambine. Si fa notare per la sua stazza ed anche per il suo strano comportamento - è molto tranquillo e riservato, piange in continuazione, ed ha paura del buio. Coffey viene descritto come uno che "conosce il proprio nome ma non molto di più", non farebbe del male ad una mosca, anche se è accusato di aver rapito le bambine evitando il cane da guardia, cosa che richiederebbe una premeditazione ed un'abilità che non sembrano appartenergli. È anche uno dei prigionieri più calmi che le guardie abbiano mai visto. Oltre a John Coffey, ci sono altri due prigionieri che dividono con lui il Miglio. Uno di loro, Eduard Delacroix, è un piromane, rapitore ed assassino, è piccolo e codardo (le azioni che lo hanno portato in carcere sono descritte come "il solo crimine commesso da lui"). L'altro, William Wharton, è violento e se ne vanta, amando paragonarsi a Billy the Kid. La storia comprende anche Mr. Jingles, un topo piccolo e stranamente intelligente che fa amicizia con Delacroix. Il topo impara vari giochi e sembra che esegua semplici comandi; Delacroix insiste a dire che il topo gli sussurra nell'orecchio. Col tempo, le guardie si accorgeranno che c'è qualcosa di speciale in John Coffey, quando mostrerà di possedere qualità mistiche e taumaturgiche.

Citazione:
Non ne posso più del dolore che sento e vedo, capo. Non ne posso più di vivere in strada, solo come un pettirosso sotto la pioggia. Mai un amico da andarci assieme, un amico che mi dice da dove veniamo e dove stiamo andando e perché. Non ne posso più della gente cattiva che si fa del male. Per me è come cocci di vetro piantati nella testa. Non ne posso più di tutte le volte che ho voluto rimediare e non ho potuto. Non ne posso più di stare al buio. Soprattutto è il dolore. Ce n'è troppo. Se potessi smettere di sentirlo, lo farei. Ma non posso. 
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Prisonmind
Postato il mercoledì, 30 gennaio 2008 alle 13:56 - Permalink - Categoria: citazioni
Citazione:
[...] "Voglio andarmene in qualche posto dove nessuno mi conosce e dove non ho nessuna macchia nera addosso prima di cominciare. Ma non so se ce la faccio." "Perché?" "La gente. La gente ti trascina giù." "Chi?" chiesi io, pensando si riferisse agli insegnanti, o a mostri adulti come Miss Simons, che aveva desiderato una gonna nuova, o magari a suo fratello Eyeball che se ne andava in giro con Ace e Billy e Charlie e gli altri, o magari a suo padre e sua madre. Ma lui disse "I tuoi amici, loro ti trascinano giù, Gordie. Non lo sai?" Indicò Vern e Teddy, che si erano fermati e aspettavano che li raggiungessimo. Stavano ridendo di qualcosa; Vern, anzi, era piegato in due dalle risate. "I tuoi amici. Sono come quelli che ti annegano attaccandosi alle gambe. Non puoi salvarli. Puoi solo annegare con loro." [...] 
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